Nonostante il rallentamento del mercato e la difficile congiuntura
economica, il sistema delle costruzioni nel Veneto rimane un settore
importante e trainante per l’economia. Il settore infatti può contare
su un patrimonio di oltre 72mila imprese attive, delle quali l’82,8%
imprese artigiane, con una crescita nel 2007 del 2,5%, contro il
3,8% dell’anno precedente. E’ molto significativo osservare che
in una dinamica congiunturale in sostanziale stagnazione, il settore
imprenditoriale invece continua a dimostrare una certa vitalità,
in particolare relativamente alla nascita di nuove imprese e alla
trasformazione del sistema imprenditoriale delle costruzioni verso
un sistema fortemente strutturato e in grado di rispondere in modo
più specifico alle esigenze del mercato.
In questo quadro il sistema artigiano nel 2007 ha contato quasi
60mila imprese attive (59.723 su un totale di 59.899 imprese registrate),
con un tasso di attività del 99,7%, contro il 79,6% delle imprese
del settore industriale. In questo ambito prosegue il consolidamento
a livello imprenditoriale delle imprese artigiane, con una crescita
delle società maggiormente strutturate. In questo contesto va segnalata
la crescita del 20,5% delle società di capitali, dopo il +23,5%
del 2006 e il +23,8% del 2005, a fronte di una crescita del 2,3%
delle ditte individuali, confermando quella fase di profonda e positiva
trasformazione già indicata negli scorsi anni. Il settore dunque
sta cambiando. Il mercato si prende una pausa di riflessione e le
imprese ne approfittano per ristrutturarsi, per riorganizzarsi,
per adattarsi ai cambiamenti, cercando di mantenere tutta la propria
capacità ed esperienza, fatta di idee, di lavoro, di personale qualificato.
Quest’ultimo punto è particolarmente rilevante nell’attuale congiuntura
economica. In un mercato che cresce tutti sono beneficiati dalla
crescita, in un mercato che rallenta non tutti sono in grado di
conservare le posizioni acquisite. E in questo senso la specializzazione,
la formazione, l’informazione sono i punti di forza che le imprese
artigiane possono giocarsi per mantenersi competitive in un mercato
che si fa più difficile. Certamente molti nodi vanno ancora superati,
alcuni dei quali tuttavia non dipendono dalle imprese. Uno per tutti:
i limiti dimensionali dell’artigianato, che solo in Italia costringono
i nostri associati ad un “nanismo” che in Europa non ha paragoni.
Il Veneto è sempre stata una regione dove si è sperimentata l’innovazione.
Il settore artigiano deve promuovere con forza una revisione al
rialzo dei parametri dimensionali delle imprese, per favorire sempre
più l’innovazione che, come confermano i risultati del rapporto,
trova nelle imprese artigiane abili e attenti interlocutori. La
Cassa Edile Artigiana del Veneto, CEAV, rappresenta quasi 5.800
imprese e oltre 15.400 addetti, ed è non solo una realtà importante,
ma anche un osservatorio privilegiato attraverso il quale studiare
cosa sta accandendo al sistema delle imprese e indicare quali strategie
mettere in atto per seguire e anticipare il mercato. E’ in questo
ambito che si inseriscono i risultati delle indagini annuali del
CRESME che anche quest’anno trovano la vetrina dell’inserto speciale
del Sole 24 Ore Nord Est, come ulteriore elemento di diffusione
delle informazioni che, riteniamo, possano essere utili a tutto
il settore.
Il Presidente CEAV, Sergio Benetello
Il Vicepresidente CEAV, Giuliano Pizzo
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