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  Ottavo rapporto congiunturale sulle costruzioni nel Veneto
 


 

Un nuovo strumento di analisi


Da molti anni in queste pagine viene proposta una lettura degli strumenti di produzione urbanistica che a livello territoriale rappresentano il punto di partenza di tutto il processo di valorizzazione immobiliare e di produzione edilizia e infrastrutturale. I piani regolatori e le varianti urbanistiche hanno sempre rappresentano un modo per leggere le trasformazioni territoriali, per concretizzarne il senso dal punto di vista non solo territoriale, ambientale e sociale, ma anche economico.

I piani regolatori erano strumenti di attuazione di scelte e politiche di intervento, ma con l’avvento della nuova legge urbanistica regionale sono stati introdotti i piani di assetto del territorio e i piani degli interventi. E in questi primi anni di attuazione della legge siamo per lo più ad un livello ancora di redazione dei cosiddetti PAT, che altro non sono che dei piani strategici di sviluppo del territorio. In questo quadro diventa dunque più difficile di un tempo produrre analisi prospettiche della capacità del territorio veneto di attivare investimenti per realizzare quanto i piani prevedono.

A tale scopo, dopo attenta riflessione, si è pensato di proporre un sistema innovativo di lettura della capacità del territorio, dei comuni, di avviare interventi e azioni di sviluppo e trasformazione urbanistica e territoriale, al fine di valutarne la portata economica e le potenzialità per le imprese. Il punto di partenza è la quantificazione della spesa pubblica di competenza degli enti locali comunali, ma in visione prospettica, ovvero non andando a verificare quanti bandi le amministrazioni comunali hanno promosso e quanti appalti realizzati, ma andando a monitorare i dati che emergono dai programmi triennali delle opere pubbliche che solitamente sono allegati al bilancio comunale.

E’ questo un nuovo modo di leggere il territorio, perché fa affidamento sul documento programmatico di realizzazione delle opere pubbliche di un comune, e dunque sulla capacità che quel comune ha, per un triennio, descritto nei documenti programmatori. Il piano triennale delle opere pubbliche dunque è uno strumento che, se letto in forma integrata, può essere molto innovativo dal punto di vista dell’interpretazione della spesa pubblica a livello locale, e dunque un buon interprete delle politiche avviate nelle amministrazioni. Ma non solo. I dati che si possono raccogliere con questo strumento propongono esattamente singole e specifiche azioni di intervento, indicando anche le fonti di finanziamento.

Proporre dunque un tale sistema alle imprese è anche un elemento di grande novità, perché permette a tutte le imprese di poter essere aggiornate e informate sull’attività che le amministrazioni comunali metteranno in cantiere negli anni osservati. In questo senso si è utilizzato lo strumento dell’analisi dei piani triennali delle opere pubbliche depositati presso la Regione del Veneto e che riguardano il periodo 2007-2009 (non sono disponibili ancora i dati del triennio successivo, ancora in fase di approvazione definitiva) a cui obbligatoriamente dovrebbero essere spediti.

L’analisi ha dimostrato che nella realtà vi sono molti comuni inadempienti.

Su 581 comuni del Veneto solo 239 sono presenti negli elenchi della Regione, una percentuale pari al 41%. Le provincie più rappresentate sono Venezia (84%), Treviso e Vicenza (46% cadauna), le meno rappresentate sono Rovigo (16%,) e Belluno (24%). I capoluoghi presenti sono quelli di Treviso, Vicenza e Venezia (quest’ultimo solo per una tabella statistica). Per ogni Comune sono disponibili i dati suddivisi per singole opere, secondo una classificazione standard, per importo e per anno di distribuzione.

Mentre quelli del primo anno sono quelli che effettivamente saranno spesi, per quelli degli anni successivi gli stessi devono essere confermati nel bilancio annuale del comune. L’analisi così compiuta dà pertanto uno spaccato della spesa per investimenti in opere pubbliche attivati ed attivabili nel triennio da 239 comuni del Veneto.